IMPIANTO PILOTA PHA

Innoven srl è fiera di possedere un impianto pilota PHA situato a Isola Della Scala (VR), grazie alla partecipazione nei progetti finanziati dall’Unione Europea e Regione Veneto. L‘impianto viene utilizzato per la produzione di biomassa ricca in poliidrossialcanoati (PHA), precursori di bioplastiche, a partire da scarti agro-industriali.

COSA SONO I POLIIDROSSIALCANOATI?

I poliidrossialcanoati (PHA) sono poliesteri alifatici, ben noti per le loro proprietà biodegradabili e per i loro metodi di produzione basati su batteri. In base alla potenziale combinazione di unità monomeriche, è possibile formare un numero incalcolabile di copolimeri PHA. Essendo biodegradabili in vari ambienti, i PHA rappresentano un’opzione interessante per sostituire le attuali plastiche monouso, o le plastiche che non sono adatte a essere reinserite nel settore manifatturiero a causa della loro scarsa qualità. Grazie alle loro proprietà biodegradabili, i PHA formano un ciclo chiuso dalla culla alla culla, che riduce al minimo l’impatto sull’ambiente. Tuttavia, la funzionalità e i metodi di produzione dipendono dal tipo di PHA.

I PHA a corta e media lunghezza della catena sono gli unici con doppio legame. I poliidrossialcanoati più noti sono il poli(3-idrossibutirrato) (PHB) e il poli(3-idrossibutirrato-co-3-idrossivalerato (PHBV), entrambi PHA a catena corta e rappresentano le forme più elementari commercialmente disponibili.

I PHA per uso commerciale sono generalmente prodotti da Escherichia coli ricombinante, ma possono essere prodotti da un certo numero di altri microrganismi appartenenti a diversi generi, tra questi (es. Aeromonas, Azotobacter, Cupriavidus, Clostridium, Methylobacterium, Ralstonia, Pseudomonas, Syntrophomonas ecc).

 

 

L’IMPIANTO PILOTA DI ISOLA DELLA SCALA

È il cuore pulsante della Ricerca e Sviluppo di Innoven srl. Costruito con i fondi Europei con lo scopo di essere utilizzato all’interno dei progetti in cui l’azienda ha sempre svolto un ruolo cruciale, garantendo la fornitura di biomassa ricca in polidrossialcanoati (PHA).

 

L’impianto è costruito da diverse unità, per garantire un processo continuo e sincrono tra i vari reparti:

Prevasca substrati: serve per scaricare i substrati (digestato agricolo come inoculo, e una fonte carboniosa, che sarà fondamentale per fornire energia e sostenere il metabolismo dei microorganismi);

Fermentatore: il dispositivo in cui si svolge il processo anaerobico di trasformazione del substrato, in forme carboniose più semplici e assimilabili dai microorganismi nelle fasi successive. Nascono così gli acidi grassi volatili (VFA) come l’acido acetico, acido propionico ecc. Essi si differenziano per il numero di carboni presente nella molecola.

Filtrazione: Il fermentato passa attraverso degli appositi filtri, in modo da togliere tutti i solidi sospesi e avere un permeato ricco in VFA.

Sequencing batch reactors: sono due reattori in cui avviene il vero e proprio “arricchimento” in PHA delle cellule batteriche. Attraverso un processo chiamato “feast and famine” le cellule batteriche vengono “allenate” ad accumulare al loro interno la maggiore quantità possibile di polimero.

Ispessimento della biomassa: l’attività batterica viene fermata mediante il “quenching”. Quindi avviene la raccolta della biomassa ispessita e il suo successivo congelamento.

La filiera va completata con l’estrazione del polimero dalle cellule che può essere fatto con reagenti chimici oppure solventi organici.

 
LinkedIn
Share
Follow by Email
RSS